TOURISM DAY: LA BRAMBILLA, ''PER L'ABRUZZO PRONTI 4 MILIONI DI EURO''

ROCCARASO - "Per l'Abruzzo il turismo costituisce il 10% del Pil, anche per questo motivo sono lieta di annunciare che il ministero del Turismo ha disposto un finanziamento di quasi 4 milioni di euro, per il turismo della regione Abruzzo, di cui oltre 900 mila euro di contributo di solidarietà per quella che è purtroppo la calamità naturale che ha colpito la regione".
Lo ha detto il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, parlando con i giornalisti a margine del suo intervento in occasione del "Tourism day 2011" a Roccaraso (L'Aquila).
"La restante parte, cioé circa 3 milioni - ha proseguito - per finanziare la promozione soprattutto a livello web, permettere la regione di promuoversi, di vendersi attraverso la rete che oggi è il primo veicolo di promozione del turismo, anche con una promo commercializzazione efficace".
"Quindi una vicinanza concreta del ministero del Turismo alla regione - ha concluso - nel senso che più concreto di un sostegno economico direi che non si potrebbe fare, oltre a tutto quello che è una convergenza di politiche con la regione e con l'assessore al Turismo, Mauro Di Dalmazio".
TOURISM DAY: DI DALMAZIO, ''TURISMO DEVE ORIENTARE SCELTE PAESE''
"E' il momento di dare seguito ed operativita' a quanto da tempo andiamo dicendo sul turismo".
Lo ha detto il coordinatore nazionale degli assessori al Turismo, Mauro Di Dalmazio, nel suo intervento alla prima edizione del Tourism day, confronto sul futuro del turismo in Italia, che si è aperto questa mattina a Roccaraso.
"Se vogliamo recuperare il terreno finora perduto - ha aggiunto Di Dalmazio - è necessario avere davanti come cosa certa una strategia ben definita, in modo da permettere a tutti gli attori del mondo del turismo di pensare e programmare il futuro".
Nel suo intervento, l'assessore ha ribadito "di considerare il turismo come un comparto produttivo a 360 gradi" e che "il turismo è un settore che deve orientare le scelte del Paese sia a livello nazionale sia a livello locale".
Il coordinatore degli assessori regionali al Turismo non ha mancato di far rilevare alcune "importanti criticità" che si sono evidenziate nel rapporto Regioni-Governo.
"È necessario condividere tutti i processi di crescita del settore del turismo. Negli ultimi tempi, è inutile nascondercelo, alcuni di questi passaggi sono mancati, mi riferisco in particolare al codice del turismo".
Di Dalmazio ha poi affrontato la questione della riforma Enit.
"Pensare di recuperare posizioni sul mercato del turismo internazionale svuotando di risorse o depotenziare l'Enit, non è una strategia condivisibile. È contradditorio dire che si punta sul turismo e poi si tolgono le risorse al nostro maggiore strumento di promozione".
La prima giornata del Tourism day è stata aperta dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, che ha voluto sottolienare "il grande lavoro che sta portando avanti l'assessore Di Dalmazio", ma ha anche voluto esaltare "le grandi capacità del turismo abruzzese di aver assorbito e metabolizzato i pochi mesi gli effetti negativi del terremoto del 2009".
"Subito dopo il terremoto - ha detto Chiodi - i numeri del nostro turismo erano a zero. Nel giro di 12 mesi cifre capovolte e crescita del settore più alta rispetto agli anni precedenti al terremoto stesso: sta tutta qui la capacità dei nostri operatori a saper reagire".
TOURISM DAY: ERRANI, INVESTIRE SU FORMAZIONE E ACCOGLIENZA 
 "È amaro constatarlo, ma l'Italia da anni non ha una politica sul turismo".
Parole e musica del presidente delle Regioni, Vasco Errani, nel suo intervento nella sessione mattutina del Tourism day a Roccaraso.
Errani non ha risparmiato critiche alla gestione delle politiche turistiche da parte del governo, ma ha anche voluto indicare le linee secondo le quali dovrebbe muoversi il Piano strategico nazionale del Turismo.
"Il nemico principale del turismo è la rendita fondiaria - ha detto Errani - perché paralizza qualsiasi tipo di investimento. Bisogna costruire un sistema per cui la rendita fondiaria non sia superiore al reddito d'impresa, in modo da facilitare progetti di investimento".
Nel Piano strategico deve essere poi affrontato "il nodo della destagionalizzazione, perché rimane una delle poche strade da percorrere per far crescere il dato del turismo".
Poi Errani ha affrontato il tema della formazione e dell'accoglienza.
"Abbiamo un sistema di formazione inadeguato - ha concluso - e su questo aspetto si deve intervenire. Così anche per quanto concerne l'accoglienza, che è un tratto della nostra cultura e sulla quale bisogna necessariamente investire. Ecco, sono questi i temi su cui intervenire e sui quali le Regioni da tempo chiedono il confronto".
TOURISM DAY: PRESENTATO PROGETTO ABRUZZO 2.0 CON RAI LOCAL
Abruzzo senza frontiere con "Rai Local", la nuova piattaforma free per mobile e web realizzata da Rai Nuovi Media e Massachusetts Institute of Technology (Mit) che unisce i territori con tecnologie 2.0 e social network. Il progetto, realizzato in accordo con Abruzzo promozione turismo, è stato presentato oggi al Tourism Day di Roccaraso dall'assessore al Turismo e coordinatore nazionale assessori regionali al Turismo, Mauro Di Dalmazio, dal direttore di Rai Nuovi Media, Piero Gaffuri e dal direttore del Mobile Experience Lab del Mit, Federico Casalegno.
Attivo dal prossimo giugno al sito www.railocal.rai.it e sui cellulari Android e I-Phone, il progetto, realizzato con la collaborazione tecnica del Mobile Experience Lab del Mit, si fonda sul coinvolgimento degli utenti attraverso la connessione del patrimonio multimediale Rai con quello "fisico" dei territori abruzzesi.
La piattaforma intende arricchire attraverso la tecnologia l'esperienza turistica in Abruzzo, con il telefonino che diventa chiave di accesso a contenuti media geolocalizzati e strumento di condivisione di itinerari e informazioni in mobilità.
Molte le applicazioni possibili in tutte le fasi del viaggio, a partire dalla creazione di un profilo per accedere a mappe, informazioni, foto e video (Rai, istituzionali e video generati dagli utenti) fino alla possibilità di scaricare guide ed e-book, pianificare l'agenda e il proprio itinerario personalizzato, esplorare i luoghi attraverso la navigazione Gps.
Il progetto è la prima declinazione operativa frutto della partnership avviata con il MIT tre anni fa per analizzare i vari scenari evolutivi della fruizione TV.
L'accordo è sfociato nella prima applicazione pilota in ambito turistico, Lo-cast, testata a Venezia nel luglio 2009, di cui Rai Local è l'implementazione.
Un'applicazione in linea con il crescente uso di internet nelle scelte turistiche: secondo lo studio "Fattore Internet" commissionato da Google al Boston Consulting Group (BCG), la rete è diventata la principale fonte di informazione per chi intende viaggiare.
I motori di ricerca sono i più utilizzati sia da chi si sposta per motivi di lavoro (40%), sia da chi lo fa per piacere (48%). -FONTE DA ABRUZZO WEB-

20 Maggio 2011 - 14:23 - © RIPRODUZIONE RISERVATA

PAOLUCCI NASCONDE LA VERITA’ AGLI ABRUZZESI

Nel leggere le dichiarazioni del segretario PD Paolucci non si può, non intervenire. Visto che forse per lui è difficile comprenderlo, qualcuno gli spieghi che il governo della responsabilità non può portare consenso, almeno nel breve periodo, che il Governo Chiodi è quello che è costretto a lavorare soprattutto per il risanamento di un bilancio regionale devastato , per la maggior parte, da esponenti della sua classe politica, i veri responsabili del crollo della Sanità nella nostra regione; o forse ha già dimenticato ciò che ha portato a nuove elezioni in Abruzzo nel non lontano 2008? Forse il segretario ha la memoria corta, ma gli abruzzesi no, per fortuna.
E allora, se non può esprimere parole di apprezzamento in quanto opposizione, abbia almeno il buon gusto di tacere. Ma ancora una volta il PD perde un’occasione per farlo. Chi ha smantellato la sanità pubblica in Abruzzo lo sappiamo benissimo, lo sanno bene tutti gli Abruzzesi su cui ,ad oggi, grava un debito di circa 3,5 miliardi di euro (4,0 prima che Chiodi prendesse il timone della Regione Abruzzo), ma il Presidente Chiodi ha avuto il merito e soprattutto, quello che a molti è mancato, il coraggio di avviare un’azione di risanamento, non basandosi sulla logica del consenso, ma su quella della responsabilità, dell’amore e del rispetto per la propria regione, per la quale il precedente Governo di centro – sinistra ha dimostrato di non provarne e averne minimamente. Questa si chiama responsabilità Paolucci, responsabilità.
Nell’ennesimo comunicato stampa a nome del segretario PD si legge che lo stesso partito sta lavorando al dopo Chiodi, che loro sono pronti a governare . Ma caro Paolucci, dove sono le vostre proposte? Dove sono i vostri piani per l’Abruzzo? Escluse le critiche, da parte sua, non abbiamo avuto il piacere di poter constatare la proposizione di progetti e azioni veramente concrete; in poche parole solo chiacchiere politiche, le solite , di chi è impegnato nell’agone, non a fare una seria opposizione , ma a riportare in auge la vecchia politica , quella della cosiddetta “vendita del fumo”, del far credere ai cittadini che il bianco sia nero e così via.
Ricordiamo o portiamo a conoscenza del Segretario , forse troppo impegnato a pensare come criticare l’incriticabile, che c’è sul sito della Regione Abruzzo una sezione denominata Consuntivo 2010 in cui vengono elencati tutti i risultati dell’amministrazione Chiodi e sul sito del commissario alla ricostruzione, la sezione “operazione trasparenza”, dati concreti non chiacchiere.
La ricostruzione è partita, ci sono più di 12.000 cantieri in attività e altri in fase d’apertura, ci si sta avviando verso la ricostruzione degli edifici classificati E, la cosiddetta ricostruzione pesante.
“Il debito sanitario e quello proprio In circa due anni e' sceso del 12,5 per cento, passando da 4 miliardi di euro del 2007 agli attuali 3,5; inoltre, da due anni, la Regione non produce piu' deficit tanto che per il 2010 si prevede una riduzione verso i livelli del 2005 e, quindi, di 290 milioni di euro. Inoltre, l’ autorevole agenzia di valutazione finanziaria Moody's, nella sua relazione annuale sullo stato di salute del bilancio regionale, ha confermato i miglioramenti dell’Abruzzo”. Questo dichiarava l’agenzia qualche mese fa e così è stato,anzi, ad oggi il debito risulta ridotto del 17,1 % circa, i posti nei consigli d’amministrazione ridotti di circa la metà, il disavanzo della Asl è sceso del 53,3 %.
Una domanda sorge spontanea: cosa ha fatto invece il PD in questi due anni e mezzo, escluse le critiche che, giorno per giorno, si leggono sui quotidiani?
Se queste sono le vostre strategie per governare l’Abruzzo, 10, 100, 1000 volte Gianni Chiodi.

I GIOVANI DEL PRESIDENTE

NEL CUORE DELL'ITALIA - INTEGRAZIONE , SVILUPPO E GEOPOLITICA DELLE REGIONI DI MEZZO - TERAMO 11 MARZO 2011

NEL CUORE DELL'ITALIA

INTEGRAZIONE , SVILUPPO E GEOPOLITICA DELLE REGIONI DI MEZZO
TERAMO 11 MARZO 2011

 



Alemanno: «A 150 anni dall’unità d’Italia non esistono solamente una questione meridionale e una questione settentrionale, ma anche una questione “centrale”».

Teramo, venerdì 11 marzo 2011 - ore 18.00 - Auditorium del Parco della Scienza (via G. De Benedictis)
 
Nell’ambito del dibattito relativo alle diverse specificità territoriali, politiche ed economiche che concorrono storicamente alla formazione dell’identità nazionale italiana, la Fondazione Nuova Italia ha voluto organizzare un incontro dedicato a quella realtà  sovente tenuta ai margini dell'attenzione mediatica, ma che si trova sia idealmente che materialmente al “centro” della vita del Paese.
“Nel cuore dell’Italia. Integrazione, sviluppo e geopolitica delle regioni di mezzo” vuole costituire un momento di riflessione volto a mettere in luce il valore culturale, le potenzialità turistiche e le prospettive di sviluppo delle regioni dell’Italia centrale.
Si tratta di una prospettiva evidenziata anche dal sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno, secondo cui: «l’Italia centrale costituisce non solo fisicamente il baricentro della vita della Penisola. È attraverso la conoscenza e l’ottimizzazione delle risorse delle diverse macro-aree che compongono il Paese e la creazione di una macchina amministrativa - tanto efficiente che sappia organizzarle in un sistema integrato - che sfide importanti come la realizzazione del federalismo  possono costituire una forza centripeta, anziché una forza centrifuga, per il futuro dell’Italia. A 150 anni dall'Unità d'Italia risulta ormai chiaro che, oltre a una questione meridionale e una questione settentrionale, esiste nel Paese una questione “centrale” che, tuttavia, offre principalmente possibilità coesive».
Sulla stessa lunghezza d’onda si trova anche il direttore del Centro studi della Fondazione Nuova Italia, Salvatore Santangelo, secondo cui: «la scelta del federalismo fiscale può comportare sia spinte aggregative che disaggregative. Quanti sottolineano solo il primo aspetto rischiano di ingenerare il classico meccanismo delle profezie che si auto-avverano. La solidarietà tra le diverse anime dell’Italia, infatti, non viene messa in questione dal metodo di amministrazione del gettito fiscale, ma dalle tensioni che potrebbero emergere tra le diverse classi politiche locali qualora non trovassero un baricentro intorno al quale far ruotare un progetto politico di respiro nazionale. È attraverso il rinnovamento dei quadri dirigenti del Paese che il federalismo può diventare un’occasione di crescita per tutti. Il Lazio e l’Abruzzo, in questo senso, rappresentano un modello da seguire».
Questa necessità di “unione” è sottolineata, in una dimensione diversa ma
complementare, anche dall’assessore della Regione Abruzzo, Giandonato Morra,
il quale sostiene che questo incontro è meritorio per due ragioni.
Anzitutto perché offre un buon esempio di come utilizzare le fondazioni e le
associazioni culturali per aprire un dibattito politico senza dividere un
partito, la cui organicità, al contrario, risulta rivitalizzata dall’effervescenza
delle idee. In secondo luogo, perché costituisce l’ulteriore prova che Roma
Capitale, qui rappresentata dal sindaco Alemanno, non costituisce un
progetto di crescita autoreferenziale, ma esprime la volontà di restituire a
Roma il suo tradizionale ruolo di centro propulsivo per l’intera Italia».

All’incontro porteranno i saluti istituzionali il sindaco di Teramo Maurizio
Brucchi e il presidente della provincia di Teramo Valter Catarra. Introdurrà
i lavori l’assessore ai trasporti della regione Abruzzo Giandonato Morra e
interverranno il deputato e segretario nazionale dei Circoli Nuova Italia
Francesco Biava, il deputato Carla Castellani, il governatore della regione
Abruzzo Gianni Chiodi, il senatore Fabrizio Di Stefano, il senatore Paolo
Tancredi
e il senatore e coordinatore del Pdl abruzzese Filippo Piccone.
Modererà il dibattito Salvatore Santangelo, direttore del Centro studi della
Fondazione Nuova Italia e concluderà Gianni Alemanno in qualità di
presidente della Fondazione Nuova Italia.

Ass. Giandonato Morra

I CONSIGLIERI REGIONALI DEL PD FANNO DEMAGOGIA SULLA TRAGEDIA

Vogliamo pensare che le affermazioni del consigliere regionale Claudio Ruffini e di altri esponenti del PD in Regione Abruzzo siano solo frutto di stanchezza o stress. Non possiamo credere che di fronte alla tragedia che ha colpito l’intero territorio teramano e di fronte a crolli e cedimenti che hanno interessato opere da loro stessi previste o da amministratori provenienti dal loro partito, stiano cercando di far ricadere la responsabilità sul Presidente Chiodi , accusandolo di scarso attivismo, e sull’attuale Amministrazione Provinciale, guidata dal Presidente Valter Catarra, accusandola di non aver messo in sicurezza strutture che sono state costruite in maniera poco accurata da precedenti gestioni.

Caro Ruffini, noi del centro – destra, lo stesso che all’epoca della realizzazione delle opere che oggi si criticano era all’opposizione, ci chiediamo: chi ha realizzato la Teramo – Mare spostando letteralmente il letto del fiume Tordino e non adottando, nella costruzione dell’opera, relative misure di sicurezza tramite l’installazione di adeguati pali a sostegno della struttura (tant’è che la carreggiata ha ceduto già due volte a distanza di pochi anni dalla sua costruzione)?
 Chi ha previsto e voluto la realizzazione del sottopasso che ha causato in questi giorni la morte di una persona?
 Chi ha stanziato i fondi per la costruzione della Pedemontana che oggi si sbriciola sotto la pioggia battente e da cui un altro automobilista si è salvato per miracolo?

Detto questo, usando lo stesso “forse” che leggiamo nelle affermazioni dei tre consiglieri regionali di centro – sinistra e  sosteniamo che “forse” quella morte poteva essere evitata se solo qualcuno avesse realizzato quell’opera con criterio o meglio  non avesse costruito il sottopasso( che ad oggi ,purtroppo col senno del poi, risulta essere fallimentare),  prevedendo altre soluzioni che, magari, sarebbero state più consone ed anche meno esose per i contribuenti; ”forse” prevedendo adeguate misure di sicurezza non avremmo registrato , oggi, di nuovo, il crollo della Teramo – Mare né della Pedemontana.

Cari consiglieri, con i “forse” i “se” e i “ma” non si fa la storia, ma realizzando delle opere pubbliche con criterio si ridurrebbero al minimo i rischi per la popolazione e oggi, magari potremmo parlare di altro.

Cogliamo l’occasione per ringraziare le amministrazioni e soprattutto tutti quegli uomini che stanno lavorando h24 per assicurare ai cittadini il ripristino delle normali condizioni e ridurre al minimo i disagi.

Constatiamo,con immenso rammarico,  che l’opposizione non perde occasione per politicizzare in maniera becera qualsiasi avvenimento, compreso una catastrofe  che avrebbe dovuto vedere la vicinanza e non le polemiche di tutti i politici alla popolazione,indipendentemente dalle posizioni partitiche, ma l’opposizione critica e la maggioranza fa tutto il  possibile per assistere i cittadini ed essere al loro fianco.

Al consigliere Ruffini ricordiamo che Gianni Chiodi non è il Presidente dei comunicati o delle belle parole, ma dei fatti. Oggi ha già stanziato due milioni di euro a sostegno della provincia di Teramo  e si sta adoperando nelle sedi preposte per ottenere il riconoscimento dello stato di calamità naturale da parte del Governo Nazionale, ma “forse” voi, avendo la bacchetta magica, potete risolvere tutto con un piccolo colpetto.


                                                                                               I GIOVANI DEL PRESIDENTE

IL 6 APRILE BERLUSCONI VENGA ALL'AQUILA

IL 6 APRILE BERLUSCONI VENGA ALL'AQUILA




Riguardo alle dichiarazioni dell’assessore Pezzopane sulla partecipazione del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi alla giornata della memoria, istituita in ricordo delle vittime del terribile sisma del 6 aprile 2009, dobbiamo constatare come, ancora una volta, esponenti della sinistra cerchino di politicizzare ogni cosa, questa volta mancando di rispetto anche ai loro stessi concittadini. 
Ci chiediamo il motivo per cui il Presidente del Consiglio, massimo rappresentante del Governo Italiano,  non dovrebbe presentarsi all’ Aquila,  il 6 Aprile, alla giornata istituita in ricordo dei cittadini che hanno perso la vita a causa del terremoto abruzzese , nonche´degli altri eventi sismici e delle calamita’ naturali che hanno colpito l’Italia ; sottolineiamo il carattere nazionale della giornata e la condivisione di tutti gli esponenti politici riguardo il disegno di legge presentato dal senatore Luigi Lusi (Pd) e subito appoggiato dal senatore Filippo Piccone (Pdl).  Ci permettiamo di consigliare all’assessore Pezzopane, preso atto che non sa cosa fare e come comportarsi nella giornata del 6 aprile di fronte a questa situazione, di rimanere a lavorare  ai piani di ricostruzione che ormai da tempo i cittadini aspettano per far si che la cosiddetta ricostruzione pesante finalmente parta.


Riteniamo che il Governo, di cui il Presidente Berlusconi è il massimo esponente, insieme  agli organi ed alle forze preposte e soprattutto ai volontari che si sono adoperati al massimo per portare aiuti e sollievo ai nostri concittadini, abbia gestito in maniera egregia la fase d’emergenza e quella post terremoto, ricevendo plausi anche a livello internazionale.
Ricordiamo all’assessore Pezzopane che la giornata della memoria è stata istituita su proposta del senatore Lusi ,esponente del suo partito, in data antecedente la disposizione di rito immediato nel processo a carico del Presidente Berlusconi disposta dai gip milanesi. Conoscendo l’importanza della data che si apprestavano a stabilire e potendo immaginare l’impossibilità del Presidente a presentarsi, i magistrati avrebbero potuto optare per una data diversa, ma a ciò forse non hanno pensato oppure si, questo non ci è dato sapere.
Quindi, se il Presidente Berlusconi verrà all’Aquila, e noi speriamo che ciò avvenga, ci auguriamo non si mistifichi anche la giornata del ricordo e non si sposti l’importanza del significato di questo giorno su una sterile polemica politica, se davvero si ama L’Aquila e non si intende sminuire il ricordo di 308 persone che hanno perso la vita in una tragica catastrofe.
Le polemiche e la demagogia non pagano, le elezioni lo hanno dimostrato più volte in Abruzzo.


Chiodi attacca i burocrati: una casta da IL CENTRO

Chiodi attacca i burocrati: una casta

«Si oppongono a merito e trasparenza, modificherò la legge regionale»

di Antonio De Frenza

PESCARA. «La burocrazia regionale è una casta. Un corpo chiuso, impermeabile all'esterno, ostile alla meritocrazia, che negli anni è arrivata a scriversi le proprie leggi, stabilendo un mutuo patto di complicità con una classe politicamente debole ma elettoralmente interessata». Chi parla così è il presidente della Regione Gianni Chiodi. Lo ha fatto davanti agli iscritti di Confindustria Pescara per il convegno "Semplificazione amministrativa: dal dire al fare", che ieri si è svolto nella sede dell'associazione in via Raiale.

Per Chiodi, il peso negativo della burocrazia è «un problema culturale che necessita di una rottura violenta. Tutto nasce dal sistema di selezione della classe burocratica, che è un sistema datato, che conduce a un connubio perverso tra politica e burocrazia, con la politica che vede la struttura burocratica come propri elettori». In cambio la classe politica permette dei mostri giuridici come la legge 77, «scritta dalla burocrazia per la burocrazia, per renderla una vera e propria casta dove non è possibile inserire nuove figure dall'esterno che portino idee e metodi nuovi».

«Non riusciamo a portare i giovani dentro l'amministrazione regionale» ha spiegato Chiodi che fa l'esempio della recente legge sul "Ciclo delle performance" (un modello di verifica dell'efficienza della macchina amministrativa) approvata dalla giunta e «ostacolata fino all'ultimo minuto» dalla classe burocratica «per l'ostilità verso ogni forma di meritocrazia e trasparenza».

Per il governatore, la politica è stata strumentalmente collusa con questo sistema, ma ha anche scontato la propria debolezza: «Questa è una regione politicamente molto instabile», ha spiegato Chiodi, «siamo l'unica regione che ha avuto ben 15 presidenti, dei quali solo tre hanno concluso i cinque anni della legislatura e nessuno ha governato per i dieci anni del doppio mandato». Chiodi non lo ha detto, ma se a questo elenco aggiungiamo anche l'alternanza degli assessori (cinque assessori alla Sanità durante il governo di Giovanni Pace con tutto quello che ha comportato), l'esame si fa impietoso e allarmante.

«Per questo è fondamentale cambiare la legge 77», ha concluso Chiodi, «e noi un primo e importante passo lo abbiamo compiuto, portando i dirigenti regionali da 128 a 105. Un secondo obiettivo» ha proseguito il presidente della Regione, «sarà quello di informatizzare, e rendere più snelle, nel giro di qualche mese, le procedure che riguardano l'impatto ambientale. Molto c'è ancora da fare, ma ribadisco che il passo più importante sarà quello di un cambiamento culturale che è alla base di una semplificazione amministrativa concreta». Prima di Chiodi aveva parlato il presidente Nazario Pagano (vedi box di lato), e il presidente di Confindustria Pescara Enrico Marramiero, presenti anche l'assessore Alfredo Castiglione e il presidente di Confindustria Chieti Paolo Primavera. Marramiero ha esordito con una affermazione di sostegno al Patto per l'Abruzzo annunciato in Consiglio regionale mercoledì scorso. Secondo Marramiero «i prossimi anni saranno duri ma utili per reimpostare l'economia del paese». Quanto all'Abruzzo «non ci possono essere più divisioni e la politica deve dare prova di grande cambiamento».


INDAGINE CRESA: CHIODI, TUTTI GLI INDICATORI CON SEGNO POSITIVO

REGIONE: CHIODI, '''PATTO GENERALE PER IL RILANCIO DELL'ABRUZZO''

REGIONE: CHIODI, '''PATTO GENERALE PER IL RILANCIO DELL'ABRUZZO''



L'AQUILA - Un patto generale di rilancio dell'Abruzzo in grado di coinvolgere tutti gli attori regionali, da quelli politici a quelli istituzionali, da quelli economici a quelli sindacali. È la proposta lanciata dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, nel corso del consiglio regionale straordinario convocato per discutere la crisi economica dell'Abruzzo.
"Un reale rilancio dell'economia regionale - ha detto Chiodi - non può prescindere da un patto di compartecipazione generale che guardi soprattutto a tutta la classe politica regionale a cominciare da quella dell'opposizione che deve partecipare all'assunzione di decisioni importanti per il futuro di questa regione".
Secondo il presidente della Regione, il patto "dovrà contare su tre punti essenziali: risanamento, riforma della macchina amministrativa regionale, sviluppo. Su questi tre punti dovranno muoversi le nostre future decisioni in un momento cruciale per la storia di questa regione".
Prima della proposta di un patto generale, il presidente Chiodi non ha mancato di evidenziare un dato: "Mi sarei aspettato un consiglio più partecipato e sentito - ha detto - soprattutto da parte delle forze esterne a questo consesso. Mi sarebbe piaciuta una presenza più forte della classe dirigente abruzzese proprio per rafforzare quella stagione del confronto necessaria per il rilancio del territorio".
Chiodi ha poi parlato delle difficolta' di una regione di recuperare un gap culturale in tema di sviluppo economico e della necessità di "abbandonare una volta per tutte la politica del compromesso e delle mezze misure per dare spazio invece ad una stagione fatta di scelte politicamente coraggiose in grado di recuperare il gap finora accumulato. Il nostro compito - ha aggiunto il presidente - è favorire il sistema economico nella sua interezza e resistere alle tentazioni corporative per privilegiare alcune categorie rispetto ad altre in relazione al consenso che esse possono esprimere. Lasciarsi alla spalle, insomma, quella politica dei privilegi che tanti danni ha provocato finora".
Chiodi ha poi parlato della "centralità dei poli di innovazione" e della politica di riforma che si appresta a fare la regione in tema di consorzi industriali "alcuni dei quali arrivati a livello di indebitamento ormai non più sostenibili".
Questo dunque, secondo il presidente della Regione, la strada da percorrere per il rilancio dell'Abruzzo e per dare una nuova configurazione alla politica di sviluppo della regione.
"Ma per fare ciò - ha concluso Gianni Chiodi - è necessario l'apporto di tutti, cioè l'apporto di una comunità regionale in grado di assumere insieme scelte coraggiose".   

RIUNIONE CONGIUNTA DEL TAVOLO TECNICO PER LA VERIFICA DEGLI ADEMPIMENTI REGIONALI CON IL COMITATO PERMANENTE PER LA VERIFICA DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA Regione Abruzzo Riunione del 13 ottobre e 2 dicembre 2010

RIUNIONE CONGIUNTA DEL TAVOLO TECNICO PER LA VERIFICA DEGLI ADEMPIMENTI REGIONALI CON IL COMITATO PERMANENTE PER LA VERIFICA DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA

Regione Abruzzo
Riunione del 13 ottobre e 2 dicembre 2010

Oggetto della riunione:
Valutazione della documentazione sullo stato patrimoniale e trasferimenti dal bilancio regionale
Aggiornamenti risultato d’esercizio 2009
Verifica dello stato di avanzamento e attuazione del Programma Operativo 2010.
Stima a chiudere anno 2010
Valutazione degli atti adottati dal Commissario ad acta della Regione Abruzzo entro il 31 gennaio 2010, il 15 febbraio 2010 e il 15 aprile 2010 in ottemperanza delle prescrizioni convenute nella riunione del 18 dicembre 2009;
Verifica adempimenti anno 2009 e aggiornamento verifica adempimenti anni precedenti

Sono presenti:

- per il Tavolo di verifica degli adempimenti: i rappresentanti delle Amministrazioni centrali (Ministero dell’economia e delle finanze, Ministero della salute), della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, del Dipartimento per gli Affari regionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali;

- per il Comitato permanente per la verifica dei livelli essenziali di assistenza (LEA) i rappresentanti delle Amministrazioni centrali (Ministero dell’economia e delle finanze, Ministero della salute), del Dipartimento per gli Affari regionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, delle regioni – Puglia (il 13 ottobre) , Campania e Veneto (il 2 dicembre);
- il Commissario e il Sub Commissario della Regione Abruzzo;
- l’advisor contabile.


OGGETTO DELLA RIUNIONE 

Nella riunione del 30 luglio Tavolo e Comitato hanno valutato quanto segue:
  •  in funzione della riscontrata distrazione della copertura 2006 derivante dal mancato conferimento del gettito   delle aliquote fiscali come previsto dalla legge regionale 4/2007, il disavanzo cumulato a tutto il 31 dicembre 2009 è rideterminato in 100,643 mln di euro. Rilevano inoltre che il Presidente della regione Abruzzo, anche in qualità di Commissario ad Acta per l’attuazione del Piano di Rientro dai disavanzi sanitari, ha comunicato l’intenzione di voler utilizzare a copertura del predetto disavanzo, fino a concorrenza dell’importo di 101 milioni di euro, le risorse del Fondo per le Aree sottoutilizzate (FAS), ai sensi di quanto previsto dall’articolo 2, comma 90, della legge n.191/2009.Tuttavia, la possibilità da parte della regione di utilizzare tali somme a copertura dei debiti sanitari è condizionata all’espressione dell’Intesa da parte del Governo, subordinatamente all’adozione da parte della regione di tutti gli atti necessari per la correzione strutturale degli andamenti di spesa, nella misura prevista dal Piano di rientro, come integrato dai programmi operativi.
Nella medesima riunione Tavolo e Comitato hanno valutato inoltre:
  • in merito ai programmi operativi per l’anno 2010 sono necessarie correzioni e integrazioni che la gestione commissariale si è impegnata ad inviare entro il 15 settembre 2010;
  • in merito ai tetti e contratti con gli erogatori privati restano ancora da adottare i tetti per la specialistica e i relativi contratti che la gestione commissariale si è impegnata ad inviare entro il 30 settembre 2010: 
    • la manovra di riassetto strutturale ospedaliero appare ben impostata con le seguenti precisazioni:   
    • i  provvedimenti relativi al fabbisogno e alle riconversioni ospedaliere sono già valutati positivamente il provvedimento relativo al riassetto della rete ospedaliera, pur giudicato positivamente nella sua impostazione, necessita di ulteriori dettagli ed approfondimenti che la gestione commissariale si impegna a produrre entro il 15 settembre;
  • il processo di accreditamento è in via di attuazione;
  • la verifica degli adempimenti per l’anno 2009 e precedenti resta subordinata alla definizione degli aspetti relativi all’equilibrio di bilancio.

Pertanto, al fine di verificare il completamento dell’adozione delle misure idonee ad apportare le previste correzioni di carattere strutturale sul versante della spesa, anche in funzione dell’accertamento delle condizioni per l’accesso ai fondi FAS di cui all’articolo 2, comma 90, della legge 191/2009, Tavolo e Comitato decidono di riconvocarsi il prossimo il 10 ottobre 2010. La verifica sarà effettuata sulla base della documentazione trasmessa entro il 30 settembre 2010.
La gestione commissariale si è impegnata a produrre la documentazione comprovante tutti i trasferimenti operati a favore delle aziende sanitarie a titolo di fondo sanitario regionale e a titolo di copertura disavanzi nonché al finanziamento delle spese sanitarie accentrate regionali.
Tavolo e Comitato hanno chiesto al Commissario di provvedere alla stesura del programma operativo riguardante gli anni 2011-2012 entro il 31 ottobre 2010. 3 Hanno ricordato che ai sensi dell’articolo 11, comma 2, del decreto-legge 78/2010 è previsto che i commissari delle regioni sottoposte ai piani di rientro procedano, entro 15 giorni dall’entrata in vigore del decreto stesso, alla conclusione della procedura di ricognizione dei debiti, predisponendo un piano che individui modalità e tempi di pagamento.
La riunione è stata quindi convocata per aggiornare tutte le valutazioni operate nella riunione del 30 luglio 2010 alla luce dell’ulteriore documentazione pervenuta dalla struttura commissariale.
A) ESAME DELLA RELAZIONE SULLO STATO PATRIMONIALE AL 31 DICEMBRE 2009 E DOCUMENTAZIONE RELATIVA AI TRASFERIMENTI AL SSR DA PARTE DEL BILANCIO REGIONALE

Nella riunione del 30 luglio 2010, a partire dalla documentazione sullo stato patrimoniale, è emersa la presenza del mancato conferimento al Servizio sanitario regionale delle coperture fiscali preordinate dal Piano di rientro per l’anno 2006. Ciò ha comportato la rideterminazione del risultato di gestione relativo all’anno 2009 della nuova perdita 2006 portata a nuovo per complessivi 101 mln di euro.
Nella medesima riunione e nella successiva riunione del 13 ottobre 2010 è stato chiesto al Commissario di provvedere alla trasmissione della documentazione attestante i trasferimenti al Servizio sanitario regionale da parte del bilancio della regione al fine di riscontrare sia i trasferimenti a titolo di finanziamento corrente che a titolo di ripiano perdita. 

La regione, con il supporto dell’advisor, ha prodotto la seguente documentazione:
  • una relazione con in allegato le tabelle contenenti i trasferimenti a titolo di fondo sanitario indistinto e vincolato operati dalla regione a favore delle servizio sanitario regionale per gli anni 2006, 2007, 2008 e 2009;
  • una relazione concernente il raffronto tra le risorse accentate dal bilancio regionale e le risorse destinate al settore sanitario con evidenziati anche i relativi utilizzi. Tale raffronto è stato operato rispettivamente per gli anni 2005 e precedenti, 2006, 2007, 2008, 2009.
  • una relazione concernente le iscrizioni sul modello SP anno 2009.

A partire dalla documentazione sopra riportata si evince quanto segue:
coperture anni 2005 e precedenti
  • i trasferimenti a titolo di spettanze residue del fondo sanitario 2001, 2002 e 2003 risultano essere stati accertati dal bilancio regionale e destinati al settore sanitario. L’accertamento per l’anno 2001, di 85,936 mln di euro, risulta essere stato utilizzato per il pagamento della cartolarizzazione;
  • i trasferimenti a titolo di spettanze residue del fondo sanitario per l’anno 2004 e 2005 non sono stati destinati al settore sanitario rispettivamente per 94,864 mln di euro e 135,596 mln di euro per complessivi 230,460 mln di euro.Tavolo e Comitato ricordano che nella riunione del 1° aprile 2009 era emersa un’esigenza finanziaria derivante dal mancato conferimento di quota parte del fondo sanitario 2004 e 2005 per complessivi 170 mln di euro, per la quale, trattandosi di debito al 31/12/2005, doveva essere trovata la soluzione con il relativo riassorbimento nell’ambito della certificazione della posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2005 che era in corso. Tavolo e Comitato prendono ora atto che tale soluzione non è stata trovata e che l’importo rappresentato è superiore di circa 60 mln di euro a quanto riportato in occasione della citata riunione del 1° aprile 2009.  
  • i trasferimenti a titolo di concorso statale al ripiano disavanzi 2005 e precedenti per complessivi 176,765 mln di euro sono stati accertati e destinati al settore sanitario. Sono stati utilizzati per il pagamento del prosoluto 2006;
  • le entrate fiscali da massimizzazione relative all’anno d’imposta 2006 sono state accertate e destinate al settore sanitario ed utilizzate per il ripiano perdite 2005;
  • le entrate derivanti dal bollo auto per l’anno 2005 sono state accertate e destinate al settore sanitario per il pagamento delle rate delle cartolarizzazioni;

anno 2006
i trasferimenti a titolo di fondo sanitario indistinto per l’anno 2006, coma già rilevato nella riunione del 26 marzo 2008 sono stati parzialmente utilizzati per il settore extrasanitario per complessivi 197 mln di euro;
i trasferimenti a titolo di fondo transitorio di accompagnamento 2006 sono stati accertati dal bilancio regionale e destinati al settore sanitario. Sono stati utilizzati per il pagamento prosoluto 2006;
le entrate fiscali regionali relative all’anno d’imposta 2007, a titolo di copertura perdita 2006 per 101 mln di euro non sono state conferite al settore sanitario così come già emerso nella precedente riunione del 30 luglio 2010. A titolo di finanziamento del disavanzo sanitario 2006 risulta invece iscritto il provento da alienazione immobiliare per 2,446 mln di euro che è stato destinato al settore sanitario;
le ulteriori coperture disposte per il disavanzo 2006 per 5,353 mln di euro sono state accertate dal bilancio regionale e destinate al settore sanitario. Tale copertura è disponibile sul bilancio regionale;
le coperture della sottrazione finanziamento 2006 disposte con i decreti commissariali n. 3/2008, 25/2009, 26/2009 e 27/2009 per circa 115 mln di euro sono accertate dal bilancio regionale , destinate alla sanità e disponibili sul bilancio regionale;

anno 2007
  • i trasferimenti a titolo di fondo sanitario per l’anno 2007 sono stati ricostruiti attraverso i provvedimenti regionali di conferimento delle risorse alle aziende. Il bilancio regionale ha accertato le relative somme che sono state destinate al settore sanitario;
  • i trasferimenti a titolo di fondo transitorio di accompagnamento per l’anno 2007 sono stati accertati e destinati al settore sanitario. Sono stati utilizzati per il pagamento delle perdite aziendali;
  • il gettito residuo da fiscalità (rispetto al pagamento delle rate di cartolarizzazione) relativo all’anno d’imposta 2008 e alla maggiore fiscalità 2006-2008 è stato accertato e destinato al settore sanitario. E’ stato in parte utilizzato per il pagamento del prosoluto 2006;

anno 2008
  • i trasferimenti a titolo di fondo sanitario per l’anno 2008 sono stati ricostruiti attraverso i provvedimenti regionali di conferimento delle risorse alle aziende. Il bilancio regionale ha accertato le relative somme che sono state destinate al settore sanitario; i trasferimenti a titolo di fondo transitorio di accompagnamento per l’anno 2008 non sono stati accertati dal bilancio regionale;
  • il gettito residuo da fiscalità (rispetto al pagamento delle rate di cartolarizzazione) relativo all’anno d’imposta 2009 è stato accertato dal bilancio regionale e destinato al settore sanitario;

anno 2009
  • i trasferimenti a titolo di fondo sanitario per l’anno 2009 sono stati ricostruiti attraverso i provvedimenti regionali di conferimento delle risorse alle aziende. Il bilancio regionale ha accertato le relative somme che sono state destinate al settore sanitario;
  • i trasferimenti a titolo di fondo transitorio di accompagnamento per l’anno 2009 non sono stati accertati dal bilancio regionale;
  • il gettito residuo da fiscalità (rispetto al pagamento delle rate di cartolarizzazione) relativo all’anno d’imposta 2010 non è stato accertato dal bilancio regionale.

Sulla base dell’analisi condotta, anche in relazione a quanto valutato nelle precedenti riunioni, emerge che la regione Abruzzo ha a suo tempo distolto risorse del Servizio sanitario regionale per il finanziamento della spesa corrente con riferimento all’anno 2004, all’anno 2005 e all’anno 2006 per complessivi 427,524 mln di euro (197,064 + 94,864 + 135,596). Ha inoltre a suo tempo distolto risorse a copertura del disavanzo sanitario 2006 per 101 mln di euro.
Complessivamente sono state distolte risorse al Servizio sanitario per 528,524 mln di euro
A fronte di tale distrazione la gestione commissariale ha adottato i decreti 3/2008, 25/2009, 26/2009 e 27/2009 con i quali ha reintegrato le risorse del Servizio sanitario regionale per circa 115 mln di euro.
La gestione commissariale ha fatto presente che la certificazione della posizione finanziaria netta delle aziende sanitarie è stata completata per tutte le aziende tranne una. Al termine del processo è presumibile avere rettifiche positive al momento non puntualmente quantificabili.
B) AGGIORNAMENTO RISULTATO DI GESTIONE 2009

Il risultato di gestione relativo all’anno 2009 è oggetto di rideterminazione sulla base degli elementi informativi emersi nel precedente paragrafo A che evidenziano una maggiore perdita portata a nuovo relativa agli esercizi precedenti in via ulteriore rispetto a quanto emerso nella riunione del 30 luglio 2010 per 230,460 mln di euro.
Inoltre, sulla base della nuova stima dei gettiti delle entrate fiscali regionali relative agli anni d’imposta 2009 e 2010 nonché alla consuntivazione del gettito dell’anno d’imposta 2008 nei termini comunicati dal competente Dipartimento delle finanze il 24 novembre 2010, emerge un minor gettito per complessivi 32,405 mln di euro rispetto a quanto precedentemente comunicato.
Infine la regione ha inviato la DGR 648/2009 concernente risorse integrative regionali ulteriori rispetto a quanto previsto dal decreto commissariale n. 3/2008 per 0,719 mln di euro. 


Tavolo e Comitato rilevano che la gestione dell’anno 2009 e precedenti presenta una perdita complessiva di 360,340 mln di euro in funzione della riscontrata pregressa distrazione sia di risorse 2004, 2005 e 2006 di fondo sanitario sia di risorse per la copertura del disavanzo 2006.

I GIOVANI DEL PRESIDENTE RISPONDONO AL CENTRO SINISTRA SUL DEBITO SANITARIO REGIONALE.

I GIOVANI DEL PRESIDENTE RISPONDONO AL CENTRO SINISTRA SUL DEBITO SANITARIO REGIONALE. 

Purtroppo, ancora una volta, in Abruzzo torna in scena il solito teatrino della politica, messo in atto dall’opposizione, sull’ennesimo buco sanitario regionale di cui si è venuti a conoscenza solo qualche giorno fa. Di nuovo l’opposizione torna ad attaccare il Presidente Chiodi e la sua Giunta cercando di attribuire loro delle responsabilità che non possono avere. Ricordiamo che negli anni 2004 – 2006 il Governo Regionale ha distratto fondi per un totale di 528,524 milioni di euro dal Fondo Sanitario Regionale.  L'allora classe dirigente, non si è minimamente preoccupata della gravità che tali tagli avrebbero comportato in termini di servizi sanitari alla popolazione (assistenza sanitaria, servizi al cittadino ecc..); anzi, ha taciuto, alimentando la crescita di un debito divenuto mefistofelico che, oggi, si è abbattuto come una spada di Damocle sulla testa degli abruzzesi.  Noi cittadini abruzzesi ora, sbeffeggiati dai giochi politici messi in atto in quegli anni, ci chiediamo come  possa l’opposizione, che in quel periodo non ricopriva tale ruolo, cercare di confondere le acque, tentando ancora una volta di accollare la responsabilità di scelte scellerate all’attuale Governatore della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, che colpe non ha se non quella di aver trovato, di nuovo, un debito che accresce ancor di più l’enorme buco finanziario che grava sulla nostra regione.  Come si può quindi ancora una volta mistificare la realtà prendendoci nuovamente in giro? Per la serie “dopo il danno anche la beffa!!!”.  Perché Paolucci ed i suoi alleati, invece di continuare a mentire attribuendo alla giunta Chiodi la paternità di una così grave irresponsabilità e sconsideratezza politico-amministrativa, non riportano al popolo abruzzese la verità dei fatti? Queste azioni, classiche della Prima Repubblica, ci catapultano indietro nel tempo e non sembrano incarnare il “cambiamento” di cui molti si professano portatori. Pertanto, consigliamo all’opposizione di collaborare con il Presidente Chiodi, che è già a lavoro, e con la maggioranza tutta per cercare la soluzione migliore per ripianare tale debito senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini.  Le urne hanno già decretato, più di una volta in Abruzzo, che non è la politica delle polemiche a convincere i cittadini ma il governo del fare.              


I GIOVANI DEL PRESIDENTE

ABRUZZO/SANITA': CHIODI, CONFRONTO SU STRATEGIE NON SU LITURGIE

 ABRUZZO/SANITA': 
CHIODI, CONFRONTO SU STRATEGIE NON SU LITURGIE  



L'Aquila, 1 dic - ''Se per confronto intendete una valutazione delle strategie e degli obiettivi, allora c'e' stato in diverse occasioni, politiche, sindacali e con i Sindaci''. Il presidente della Regione Abruzzo, e Commissario ad acta per la Sanita', Gianni Chiodi, entrando in audizione alla Commissione consiliare ''Affari sociali e Tutela della Salute'', ha replicato cosi' ai Consiglieri del Pd. ''Se poi il confronto auspicato - ha puntualizzato il Presidente - e' quello che conduce a scelte tese ad accontentare rivendicazioni particolaristiche e clientelari, quello che ha portato l'Abruzzo al drammatico stato della Sanita' che ho ereditato, ebbene, si sappia, che non arretrero' di un passo''. ''Per carattere e formazione - ha fatto notare il Presidente/Commissario Chiodi - sono sempre e comunque per il confronto, ma non per le liturgie della politica politicante.  Le stesse che hanno sprofondato l'Abruzzo fino a questo livello di indebitamento''. E ancora: ''Per troppo tempo il malinteso (talvolta strumentalmente) senso del confronto ha comportato nel migliore dei casi il non scegliere, la deresponsabilizzazione; nel peggiore dei casi la gestione politico-clientelare della Sanita'. I risultati sono sotto gli occhi di tutti ed hanno visto la Regione Abruzzo avere il triste primato del debito (che ha anche raggiunto i 4 miliardi di euro), servizi sanitari non adeguati, liste di attesa lunghissime e costi elevati a fronte di prestazioni di bassa qualita'''. Chiodi, quindi, di fronte alla Commissione ha rilanciato con fermezza il ''si' al confronto costruttivo ed il no alla dannosa e strumentale liturgia''. Il Presidente ha ricordato altresi' che ''confronto costruttivo c'e' stato anche in fase di elaborazione del Piano operativo 2010''.  ''Ma purtroppo non ve ne siete accorti'' ha stigmatizzato rivolto ai rappresentanti delle forze di opposizione.  ''Probabilmente - ha sottolineato Chiodi - perche' per molti di voi il confronto non e' sulle strategie ma su cio' che conduce, irrimediabilmente, a concessioni clientelari, dimostrando fragilita' e cedevolezza verso gruppi di pressione localistici. Gruppi - ha osservato, infine, il Presidente Chiodi - che sicuramente non hanno a cuore l'interesse generale degli abruzzesi''. A sostegno della validita' delle scelte compiute in materia di razionalizzazione della rete ospedaliera, il Commissario alla Sanita' ha citato gli ottimi risultati gia' conseguiti dalla Asl di Pescara che, proprio qualche giorno fa, ha reso noto di aver raggiunto una riduzione della mobilita' passiva, una diminuzione delle spese di gestione, una migliore qualita' dell'offerta sanitaria.  Un'audizione serena e completa, e' stato riferito, nel corso della quale il Presidente Chiodi ha risposto a tutti i quesiti posti dai componenti la Commissione, chiarendo ogni aspetto in esame

CHIODI SCRIVE ALLA RAI: ''PIU' CONTRADDITTORIO, SUL SISMA ANNOZERO TRASMISSIONE A SENSO UNICO''

CHIODI SCRIVE ALLA RAI: ''PIU' CONTRADDITTORIO,
SUL SISMA ANNOZERO TRASMISSIONE A SENSO UNICO''

DURISSIMA LETTERA AL DG MASI E ALLA COMMISSIONE DI VIGILANZA
IN TV EMERSI SOLO GLI ASPETTI PIU' NEGATIVI, IMMAGINE NON VERITIERA''



fonte: ABRUZZOWEB.IT



L’AQUILA – Non sono piaciuti al commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, i due collegamenti che giovedì scorso il giornalista Sandro Ruotolo ha effettuato giovedì scorso dall’Aquila nell’ambito della trasmissione Rai Annozero condotta da Michele Santoro. Due flash di pochi minuti l’uno nel corso del quale il cronista, cittadini e rappresentanti dei comitati hanno parlato a ruota libera di crisi economica ed occupazionale, tasse, ricostruzione ferma e del corteo che ci sarebbe stato da lì a due giorni.
Interventi, secondo Chiodi, dai quali sono emersi “solo le criticità e gli aspetti negativi riferiti da singoli cittadini”: per questo oggi il commissario ha inviato una lettera al direttore generale della Rai, Mauro Masi, ed alla Commissione di vigilanza, perché venga riconosciuto il diritto ad un ‘contraddittorio’ ogni qualvolta si parli di terremoto nelle trasmissioni della televisione pubblica.
A detta di Chiodi “in molte trasmissioni Rai, viene riportata una situazione riguardante la città dell’Aquila e del territorio colpito dal sisma, affatto corrispondente alla realtà” e l’episodio di Annozero è solo l’ultimo di e “più eclatante”. Insomma, per il governatore è necessario che quando si parla di terremoto e delle sue conseguenze venga data a tutti i protagonisti del processo di ricostruzione.

IL TESTO DELLA LETTERA DI CHIODI AL DG RAI E ALLA COMMISSIONE DI VIGILANZA
“In qualità di Commissario Delegato per la Ricostruzione, mi corre l’obbligo di segnalare alle una questione che ritengo di fondamentale importanza per il futuro e le aspettative di tanti cittadini che hanno sopportato, ed oggi tentano di superare, un terribile evento naturale come il sisma del 6 aprile 2009.
In particolare ho avuto modo di rilevare che, sempre più spesso, in molte trasmissioni RAI, viene riportata una situazione riguardante la città dell’Aquila e del territorio colpito dal sisma, affatto corrispondente alla realtà.

LE CRITICHE AD ANNOZERO
L’episodio più eclatante riguarda la trasmissione “Annozero” di Michele Santoro, andata in onda lo scorso giovedì 18 novembre. In quella circostanza si è discusso di come il Governo abbia affrontato il tema dell’emergenza e della ricostruzione, facendo emergere solo le criticità e gli aspetti negativi riferiti da singoli cittadini.
Il quadro complessivo emerso vede dipinto un territorio abbandonato a se stesso, senza risorse, senza idee e senza cantieri. A tale “pastone informativo” non è stato consentito replicare, in quanto non solo non erano presenti rappresentanti che direttamente si stanno occupando della ricostruzione, ma neanche i rappresentanti del Governo ospitati hanno avuto la possibilità di dire qualcosa “di diverso”.

PIU’ PLURALISMO QUANDO SI PARLA DI TERREMOTO
Credo che dar modo di sentire tutte le opinioni, e quindi anche quelle di chi quotidianamente si occupa del problema immenso della ricostruzione aquilana, sia non solo esercizio di buona informazione, proprio di un servizio pubblico, ma anche una possibilità in più che, nel caso specifico, potrebbe fornire elementi di speranza e certezza a quegli oltre 40 mila cittadini che stanno tornando gradualmente a casa.
Per questo, ritengo che quando si parla di terremoto all’Aquila e di ricostruzione sia necessario che vengano coinvolte le strutture e le persone che possono fornire dati che concorrono a formare una più vasta e corretta informazione.
Ritengo, questo mio, un invito di buon senso e, soprattutto, un diritto dei cittadini dell’Abruzzo che rappresento anche nella qualità di Presidente della Regione.

La lettera del Presidente Chiodi a Vendola

Caro Vendola,
Ho letto i tuoi giudizi sul difficile processo di ricostruzione che sta interessando la città dell'Aquila che hai esternato durante un incontro pubblico a New York.
Mi dispiace dirtelo, ma sono frutto di un'analisi approssimativa accompagnata da un inopportuno spirito polemico, che denota un'assoluta non conoscenza della materia.
La ricostruzione è un fatto nazionale che tocca direttamente il popolo aquilano e quindi esternazioni di questa natura, peraltro in un ambito estero nel quale la componente abruzzese ha vissuto direttamente o indirettamente le conseguenze drammatiche del terremoto, non aiutano la causa aquilana, l'unica alla quale riesco ad appassionarmi a prescindere dalle colorazioni politiche.
Ti dico fin da ora che all'Aquila il dibattito pubblico sulla ricostruzione è avviato da un pezzo; che ai cittadini, a più riprese, abbiamo chiesto idee, suggerimenti e iniziative per migliorare il processo della ricostruzione e che questo continuo confronto sta dando i suoi frutti.
Sul patrimonio artistico di una delle città più ricche del mondo abbiamo avviato progetti ben definiti di ricostruzione con l'erogazione di fondi.
E il confronto nazionale sui modelli di ricostruzione in campo artistico è avviato da tempo e solo una visione parziale e strumentalmente della politica non li vuole scorgere.
Questi meccanismi di ricostruzione, è bene ricordarlo, arrivano dopo una gestione dell'emergenza che è stata presa a esempio da tutto il mondo, a prescindere da quella che tu chiami "filantropia televisiva".
I prefabbricati realizzati all'Aquila nel giro di quattro mesi dal terremoto del 6 aprile 2009 hanno dato un tetto sicuro e saldo a oltre 20 mila residenti.
E non sono i tetti di latta delle baracche che hanno "coperto" migliaia di senzatetto dei precedenti terremoti: sono strutture stabili, sicure e calde che permettono a una famiglia di vivere tranquillamente un momento difficile e delicato della propria esistenza e dell'intera società che li circonda.
Nessuno vuole dare il bollino della definitività a quelle costruzioni, ma tutti noi sappiamo benissimo quanto sia complessa la ricostruzione che attende L'Aquila e quelle case rispondono alle esigenze future, limitate nel tempo, di migliaia di famiglie.
Ecco perché nessuno ha detto che quelle case sono la nuova L'Aquila. L'Aquila che abbiamo in testa noi è quella che vogliono migliaia e migliaia di aquilani, e cioè una città che torni a vivere e pulsare intorno al proprio centro storico, straordinario concentrato di cultura e storia insieme, ma anche di commercio e vitalità.
Per questo abbiamo finanziato per 118 milioni di euro la ristrutturazione di tutti gli edifici pubblici più importanti del centro indicati dal Comune. E su questo si muoverà la nostra strategia, certi di trovare al nostro fianco tutti quegli aquilani che vogliono bene alla città.
La propaganda del "non funziona niente" la lasciamo ad altri. Come ad altri lasciamo analisi avventate e superficiali sui processi di ricostruzione che non fanno altro che alimentare un dibattito politico strumentale inutile.
Esse non sono altro che frutto di una visione parziale della realtà aquilana del terremoto e non aggiungono nulla a quel dibattito che vuole aiutare la città a rinascere. L'unica cosa che mi duole è che anche tu sia entrato in questo club esclusivo.

Gianni Chiodi


LA PROPAGANDA DEL 
NON FUNZIONA NIENTE DI VENDOLA